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"La vittima predestinata"

Nel tempo sto riscontrando un notevole numero di persone, di entrambi i sessi, che scientemente decidono di voler restare potenziali prede, vuoi per mancanza di fiducia in se stessi o vuoi per eccesso di fiducia in se stessi; riassumo un po' di categorie di persone riscontrate durante le mie lezioni o identificate in giro per la rete

- persone che alla lezione di prova si accorgono di non riuscire a coordinare correttamente destra/sinistra o movimenti di braccia/gambe e, pur se confortati sul fatto che in breve tempo e con un po' di impegno si può migliorare, preferiscono cedere alla frustrazione e abbandonare.

- persone che arrivano alla lezione di prova e, forti di un passato marziale che va dai due ai sei mesi, ti dicono che per loro certe tecniche non sono praticabili in quanto le avevano già imparate in un modo diverso; gli chiedi di fartela vedere e dopo che glie l'hai smontata pezzo per pezzo dal punto di vista tattico e biomeccanico, tacciono risentiti per il resto della lezione e, feriti nell'orgoglio, non si ripresentano la volta successiva: in questi casi resta sempre il dubbio che il precedente istruttore a cui si erano affidati fosse YouTube e non uno in carne ed ossa.

- persone che dopo 5 lezioni capiscono che non ne basteranno altre 5 per diventare dei veri guerrieri e preferiscono allenarsi superando l'ultimo livello di Call Of Duty o, come quelli al punto precedente, guardando tutti i video tutorial su YouTube

- persone che decidono di affidarsi in toto ad uno spray al peperoncino o ad un kubotan o ad un coltellino e poi nell'ordine:
a) lo tengono in fondo alla borsetta che pozzo di San Patrizio scansati proprio
b) non hanno letto il manuale di istruzioni perché era solo in ostrogoto
c) non si preoccupano minimamente di impararne l'utilizzo PRIMA della bisogna

- persone che gli basta imparare due o tre "mosse fondamentali" e sono in grado di sbaragliare una legione romana in assetto da battaglia

- persone che "le tecniche a terra a me non servono perché io a terra in un combattimento in strada non ci vado" dimenticandosi che magari qualcuno ti ci porta scientemente

- persone che "le tecniche contro il coltello a me non servono perché contro un coltello puoi solo scappare", dimenticandosi che magari l'aggressore è più veloce di Usain Bolt e che quindi alla fine finirebbero solo per morire stanchi (senza contare tutte le situazioni in cui è oggettivamente impossibile scappare)

- persone che vengono per due lezioni, ne saltano 6, ne fanno un'altra, ne saltano nuovamente 7 e arrivati alla quarta lezione decidono che quel sistema di combattimento/arte marziale non serve in un contesto reale

- persone che a 30 anni sono già troppo "vecchie" per imparare qualcosa di nuovo perché, a loro dire, le arti marziali vanno cominciate in età scolare perché poi è troppo tardi

- persone che, prigioniere del proprio ego o delle proprie insicurezze, si vergognano di indossare una cintura bianca al cospetto di ragazzini che potrebbero essere i loro figli ma che hanno già acquisito la cintura nera

- persone che, se proprio devono praticare, preferiscono restare nella cosiddetta zona di "confort" e concentrarsi su quello che già sanno fare e non sull'imparare cose che non potrebbero fare correttamente al primo tentativo

- persone (soprattutto in età giovanile) che ti guardano come guarderebbero il genitore che dà consigli non richiesti nel momento in cui li sconsigli dal tenere la musica in cuffia a palla e dallo scrivere al telefonino in contemporanea per la strada

- persone che non hanno capito che, fuori dal ring o dal dojo, saper combattere non significa sapersi difendere: la difesa inizia sempre facendo di tutto per evitare di combattere

- persone che cominceranno sempre a frequentare il tuo corso la settimana prossima

Kidà.

Severino

 

 

 

 

 

 

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