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Sull'utilizzo di coltelli veri durante gli allenamenti di difesa personale:
il gioco vale la candela?

Pensavo che non sarebbe successo di nuovo ma ebbene sì, ne ho incontrato un altro: un altro maestro di arti marziali "tradizionali" (contro le quali a scanso di equivoci non ho assolutamente nulla in quanto anch'io sono un praticante da anni con impegno e passione di Karate Shotokan) sosteneva che gli allenamenti di "difesa da coltello" come li facciamo noi sono assolutamente inutili in quanto non usiamo coltelli "veri", ovvero quelli che tagliano ed infilzano di parecchi centimetri.

A suo dire solo di fronte ad un coltello vero si può capire se sarò in grado di difendermi perché solo in questo caso la mia risposta emotiva sarà quasi identica a quella che proverei nella realtà. So che ti deluderò: non sono stato a discutere con lui in quanto era troppo convinto di ciò che diceva e sono sicuro che se avessi criticato la sua opinione non sarebbero cambiate le rispettive posizioni, soprattutto perché avrei dovuto rimarcare la sua scarsa percezione della mostruosità che andava blaterando: dopo tanti anni in questo ambiente ho imparato ad ignorare le opinioni di chi si prende troppo sul serio finché queste non ledono la mia persona o la mia reputazione; resto dell'idea che il proverbio "Un bel tacer non fu mai scritto" vada assolutamente applicato in casi come questi.

Ma visto che qui sono a casa mia, e posso dire quello che mi pare, affiderò a questo scritto il motivo per cui l'utilizzo di armi vere in addestramento comporta un grosso (enorme) problema di fondo ed una miriade di problemi pratici.

Il problema di fondo è che il coltello, così come qualsiasi arma bianca o arma da fuoco, non è altro che un pezzo di metallo: che sia vero o che sia finto, se lo lascio appoggiato su un tavolo non farà male a nessuno. La pericolosità del coltello non è insita solo nella lama tagliente o nella punta acuminata ma piuttosto nella determinazione ad uccidere di chi lo impugna.

Ora, puoi allenarti a parare coltellate o fendenti con un coltello vero finché vuoi, ma se chi lo impugna non ha una vera intenzione di attentare alla tua salute, non ti troverai comunque in una situazione realistica quindi il tuo assunto circa l'adrenalina in circolo sarà comunque diverso rispetto alla reazione in una situazione reale: avrai solo rischiato di farti male inutilmente e, passami il termine, stupidamente.

Ed eccoci alla miriade di problemi pratici: ho sempre ritenuto chi usa armi da taglio vere in allenamento come una persona con seri problemi mentali (quanto meno con problemi di ego smisurato) ma questa è una mia idiosincrasia e quindi passibile di essere criticata come se non ci fosse un domani: a mia difesa dico solo che l'allenamento dovrebbe essere un momento di crescita per prepararsi al peggio ma se in allenamento ricevo un danno (in molti casi permanente e fino ad un livello di invalidità motoria più o meno grave) non avrò la possibilità di migliorare in quanto, se mi vengono tagliati per errore i tendini della mano, mi sarà impossibile allenarmi per mesi o per anni o addirittura per il resto della mia vita.

Non secondario è il fatto che la probabilità di venire accoltellati per strada è decisamente remota in quanto, se ho fatto una buona prevenzione, si tratta di una situazione in cui potrei non ritrovarmi mai per tutta la vita: se ogni volta che vado in palestra rischio di ricevere una coltellata anche solo per sbaglio a cosa cavolo mi sto preparando? Forse sarebbe il caso di inventare un corso su come difendersi dalle coltellate che potrei ricevere in palestra e quindi dovrei fare un corso A per prepararmi ad un corso B che dovrebbe essere di aiuto per risolvere un problema per strada che magari non si presenterà mai ma, per la legge dei grandi numeri, con la consapevolezza che sicuramente al corso B riceverò un coltellata; resta il dubbio se già dal corso A dovrei usare un coltello vero o se sarebbe utile fare un pre-corso "ad hoc" per prepararmi sia al corso A che al corso B: da uscirne pazzi.

Ora, non sono assolutamente uno di quelli che sostengono che sia inutile allenarsi nella difesa contro un coltello ma solo se è ben chiaro che l'unica cosa che posso fare è cercare di minimizzare i danni che sicuramente dovrò subire a meno di non godere di un fattore "C" (in cui "C" sta per "fortuna") incredibilmente alto: uscire illesi da una collutazione con un coltello, se non altro finché il coltello non è impugnato da un "professionista", non è assolutamente scontato ma esistono delle casistiche che dimostrano che molti si sono comunque salvati ed in alcuni casi senza danni grazie a sangue freddo, lucida aggressività e buone tecniche di "striking" unite ad una ottima scelta di tempo e ad un discreto livello di fattore "C".

Se uno crede di potersi difendere da un coltello a mani nude in una situazione reale senza subire danni solo perché si è allenato qualche volta con coltelli veri, forse dovrebbe porsi le seguenti domande:

- il partner di allenamento era una belva sufficientemente assetata di sangue o un semplice "cane morto"? Eh sì. perché se chi hai davanti non vuole veramente uccidere, forse non stai tenendo presente il problema di fondo di cui ho parlato all'inizio.

- hai applicato solamente attacchi concordati o hai lasciato il tuo partner libero di scegliere dove, come e quando attaccare? Eh sì, perché se parliamo di attacchi concordati potrebbe anche funzionare ed essere spettacolare in una dimostrazione (sic) ma se l'altro decide di fare come gli pare sei convinto di riuscire a sopravvivere?

- con quanti tipi di attacco e con quante traiettorie ti sei allenato? Eh sì, perché un attacco di coltello non avviene solo dal basso o dall'alto ma con una miriade di possibili traiettorie il cui limite è dato solo dalla fantasia e dalla preparazione dell'aggressore.

- sei riuscito ad abbozzare una difesa dopo aver ricevuto una prima coltellata vera a sorpresa in cui il sangue è iniziato a sgorgare? Eh sì, perché non dimenticare che di solito l'accoltellatore agisce alle spalle o di sorpresa per cui dovresti comunque addestrarti a reagire perché, come dice il proverbio, "22 coltellate hanno più probabilità di uccidere di una sola": se sei un convinto assertore dell'utilizzo del coltello vero, secondo il tuo assunto dovresti utilizzare anche questo metodo (dai, non prendermi sul serio, sicuramente hai capito che sto facendo del sarcasmo)

- l'accoltellatore era un esperto di coltello o semplicemente uno che si è trovato un coltello per caso tra le mani? Eh sì, perché non dimenticare che se ti trovi uno che sa fare il suo, non andrà mai a cercare subito il bersaglio grosso, ma andrà prima a tagliarti le braccia o le gambe in modo da depotenziarti sia fisicamente che mentalmente: come ricrei tale situazione in allenamento?

- quanto ha inciso il fattore "C" sul fatto che non ti sei fatto male in allenamento? Eh sì, perché non tutte le ciambelle riescono col buco e non tutto può essere controllato: metti che al partner di allenamento si inciampi malamente mentre sta eseguendo l'accoltellamento e lo spezzatino è servito.

Se proprio devi allenarti con un coltello vero allora devi tenere conto anche di queste cose, a maggior ragione se ti ritieni un "maestro" o un "istruttore": forse faresti meglio a spendere il tuo tempo nell'insegnare ai tuoi allievi, qualora non potessero scappare dalla scena, ad usare una sedia, la cintura dei pantaloni, un bastone, un ombrello, il contenuto di un bicchiere, una manciata di terra da tirare negli occhi e via dicendo per cercare di tenere a distanza la mano armata o per distrarre l'aggressore nel momento che identifichi una via di fuga.

Del resto, se l'utilizzo di armi vere fosse l'unico modo per ricreare la realtà, non mi spiegherei per quale motivo i corpi speciali non si addestrino con persone che sparano contro di loro con munizionamento vero: forse perché un operatore morto o gravemente ferito non serve a nessuno e rappresenta uno spreco di soldi pubblici? A questo scopo sono state inventate le cosiddette "simunitions" (https://simunition.com/en/) che, seppur provocando un certo dolore se colpiti, non creano ferite pericolose.

Tornando al coltello, se proprio vuoi provare ad avere un po' di paura, potrebbe essere sensato utilizzare un tipo di coltello senza filo né punta che dia una scossa elettrica fastidiosa ma non letale (ne esistono alcuni in commercio tipo http://www.shocknife.com), almeno si sarebbe comunque incentivati a considerare l'arma da allenamento come qualcosa che provocherà dolore anche se temporaneo e verrà quindi gestita con un coinvolgimento emotivo simile a quello di una situazione reale: ma un'arma vera, dai, tira fuori il buon senso, ASSOLUTAMENTE NO!!!!

In conclusione resto convinto che persone che seguono questo approccio di allenamento con coltelli veri, qualora non perdano i propri allievi dopo la prima lezione, dovrebbero stare ben lontane dall'insegnamento e magari essere aiutate con qualche tipo di supporto psicologico: i coltelli e le armi in generale vanno "rispettati" ed utilizzati solamente in caso di assoluta necessità ma sempre tenendo conto che la prima cosa a cui si deve puntare è l'incolumità dei propri allievi.

Personalmente nei miei corsi utilizzo coltelli "trainer" in alluminio, piuttosto realistici in termini di peso, ma senza filo e con la punta arrotondata: se ti arrivano addosso ti assicuro che li senti comunque e, se hai sbagliato la tecnica, ti ricorderai sicuramente che devi metterci più allenamento per la prossima volta, perché sì, in questo caso ci potrà essere una prossima volta.

Kidà!!!

Severino

 

 

 

 

 

 

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